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	<title>Coffee and History &#187; Oggi</title>
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		<title>Portogallo Campione!</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2016 11:33:18 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2016/07/cf676058-bcbc-4177-a1f8-f17f21a92547.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1050" alt="cf676058-bcbc-4177-a1f8-f17f21a92547" src="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2016/07/cf676058-bcbc-4177-a1f8-f17f21a92547-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente ce l&#8217;ha fatta! Finalmente anche il Portogallo ha un titolo Internazionale! Infatti, esattamente sei giorni fa il Portogallo ha vinto il suo primo Europeo ai danni della favorita Francia. Ma facciamo un salto indietro nella storia: il Portogallo ha partecipato ai campionati europei per sette volte, ed il primo esordio fu nel 1984. Tra queste sette, esattamente dodici anni fa, il Portogallo riuscì a perdere la sua prima finale nel 2004 contro la sfavoritissima Grecia. La finale si giocò il 4 luglio 2004 contro la casalinga Portogallo e la Grecia. Già 22 giorni prima queste due squadre si incontrarono nella gara inaugurale del torneo vinta 2-1 dai Greci, ma questa volta in palio c&#8217;è il titolo di campione d&#8217;Europa. Anche questa volta ad avere la meglio è stata la nazionale greca, grazie al gol di Angelos Charisteas al cinquantasettesimo minuto dopo una gara molto tattica. Grazie a questa vittoria la Grecia si laurea per la prima volta campione d&#8217;Europa per la prima volta nella storia. Non era mai accaduto prima che la squadra ospitante dell&#8217;Europeo venisse sconfitta in finale. A 12 anni di distanza da questa finale in Portogallo si gioca la sua seconda finale nella sua storia giocando contro la casalinga è favorita Francia. La finale si è giocata domenica 10 luglio a Saint-Denis (Parigi). La finale per il Portogallo parte nel pessimo dei modi facendo parecchi errori in difesa e rischiando più volte di subire gol nei minuti iniziali. Come se non bastasse il Portogallo al 24 minuto perde la sua stella Cristiano Ronaldo a causa di una dura entrata sul suo ginocchio sinistro causatagli da Dimitri Payet, costringendolo ad abbandonare il campo in lacrime. Il primo tempo si chiude allora solo 0-0 con una Francia molto propositiva. Per cercare di smuovere le acque Deschamps toglie Payet e fa entrare l&#8217;ex juventino Coman. La Francia insiste, ma proprio quando si è presentata una vera e propria occasione da gol, la Francia prende un palo al 91&#8242; minuto con Giroud.<br />
Da qua il Portogallo cerca di avanzare il più possibile grazie alla spinta dell&#8217;allenatore portoghese Santos e anche di CR7 che si mostra quasi come un allenatore in seconda. Al 108&#8242; minuto il Portogallo becca una clamorosa traversa su punizione con Guerreiro, ma al 109&#8242; Edér recupera palla si accentra dalla sinistra, e realizza un gran gol dalla lunga distanza, mettendo il pallone nell&#8217;angolino basso, rendendo impossibile la presa del portiere francese Lloris. I transalpini sono in ginocchio e tentano il tutto per tutto gettando nella mischia anche il giovane Martial, ma il cuore non è bastato&#8230; il Portogallo è stato più forte, il Portogallo è campione d&#8217;Europa!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Davide Aimar</strong> (11 anni)</p>
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		<title>La grande storia degli Europei</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2016 15:10:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Dato che attualmente si stanno svolgendo i campionati europei di calcio, volevo fare una &#8220;carrellata&#8221;  su tutta la storia degli europei e sui momenti più significativi. Questo campionato è anche, raramente, conosciuto come Coppa Henri Delaunay, ovvero il&#8230; <a href="https://www.coffeeandhistory.com/?p=1045" class="more-link">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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<p><a href="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160625-WA0003.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1046" alt="IMG-20160625-WA0003" src="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2016/06/IMG-20160625-WA0003-285x300.jpg" width="285" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-align: justify;">Dato che attualmente si stanno svolgendo i campionati europei di calcio, volevo fare una &#8220;carrellata&#8221;  su tutta la storia degli europei e sui momenti più significativi.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo campionato è anche, raramente, conosciuto come Coppa Henri Delaunay, ovvero il nome del suo ideatore, e si svolge ogni quattro anni. A sfidarsi sono le migliori squadre d&#8217;Europa. All&#8217;inizio, dal 1960 al 1976, il numero delle squadre era limitato, in quanto partecipavano solamente quattro squadre, ma dal 1980 il numero salì a otto squadre e così rimase fino al 1992. Dal 1996 fino al 2012 fu introdotta la formula con sedici squadre, ma da questo europeo 2016 si passa a ventiquattro squadre. La squadra che ha il record di partecipazioni all&#8217;Europeo è la Germania, che è anche la squadra più titolata insieme alla Spagna.<br />
La formula di gara nella fase finale si svolge con dei gironi &#8220;all&#8217;italiana&#8221;. La nuova formula prevede sei gruppi iniziali con diversi criteri per eventuali pareggi in classifica di due o più squadre:</p>
<p style="text-align: justify;">
1. Maggior numero di punti negli scontri diretti;<br />
2. Miglior differenza reti negli scontri diretti;<br />
3. Maggior numero di reti realizzate negli scontri diretti;<br />
4. Riproposizione dei primi tre criteri applicati esclusivamente alle gare tra le squadre in questione;<br />
5. Miglior differenza reti totale;<br />
6. Maggior numero di gol realizzati in totale;<br />
7. Miglior condotta fair play.</p>
<p>Anche interessante è sapere la scelta del paese ospitante, che in passato si decideva con uno dei quattro paesi la cui nazionale era riuscita a qualificarsi: dal 1980 non è più così, in quanto ogni federazione può presentare la propria candidatura.</p>
<p>Importante è anche conoscere i cannonieri che furono e sono i migliori protagonisti dal primo Europeo del 1960 ad oggi (incluse sono anche le qualificazioni). Ecco la TOP 5:</p>
<p style="text-align: justify;">
· in pole position troviamo Cristiano Ronaldo, con 28 reti;<br />
· al secondo posto si trova Zlatan Ibrahimovic, con 25 gol;<br />
· in terza posizione troviamo Robbie Keane, con 23 reti;<br />
· il quarto classificato è Jan Coller, con 21 gol;<br />
· infine, in quinta posizione, troviamo Wayne Rooney, con 19 centri.</p>
<p>Come ultima &#8220;frivolezza&#8221;, volevo ricordare la mascotte dell&#8217;Italia che dal 1980 ad oggi ci accompagna in ogni gara: si tratta di Pinocchio, con il suo lungo naso tricolore!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Davide Aimar</strong> (11 anni)</p>
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		<title>La Fede nell’Uomo, tra Illuminismo e Festa della Repubblica</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2016 05:48:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2016/06/Immagini-Festa-della-Repubblica.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1038" alt="Immagini-Festa-della-Repubblica" src="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2016/06/Immagini-Festa-della-Repubblica.jpeg" width="250" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni fenomeno o fatto ha un proprio inizio, a volte recente e facile da individuare, a volte remoto e per questo difficile da rintracciare o da ricordare. Se oggi, 2 giugno 2016, celebriamo la Festa della Repubblica un inizio lo dobbiamo rintracciare. E’ stata una Repubblica, la nostra, fondata sul sangue di una guerra civile che a metà Novecento ha sconvolto il nostro paese lasciandolo povero, distrutto e ridotto alla fama. E’ stato grazie al merito di uomini che, rimboccandosi le maniche, hanno insieme deciso di ricostruire un paese, mattone dopo mattone, casa dopo casa, speranza dopo speranza. Nell’arco di pochi anni, l’Italia ha saputo darsi una forma repubblicana, una costituzione e rimettere in moto l’economia dello stato. C’era la volontà di non dimenticare, di ricordare, di fare tesoro di quanto accaduto perché in futuro, le nuove generazioni non si trovassero a combattere le stesse guerre e a rivivere le stesse paure. Era la speranza nella forza dell’uomo unita all’idea di libertà. Era come se quel vento di speranza e di libertà fosse tornato a spirare sull’Europa dopo decenni di totalitarismo e di oppressione. Era un vento dalla origini antiche. Era la stessa convinzione, nella stessa forza e nella stessa libertà, che aveva spinto, un secolo prima, il nostro popolo a combattere per la libertà del paese dallo “straniero oppressore”. Nell’Ottocento, convinti di essere nel giusto, convinti nella forza dell’uomo e nell’idea che la libertà era il bene più prezioso a disposizione dell’uomo, riconquistammo quelle che credevamo essere le nostre terre e creammo uno stato. Uno stato che era unito territorialmente, ma non umanamente, lo era come geografia, ma non come popolo. Ancora una volta la forza della speranza unita all’idea di libertà bastò per reggere le sorti di questo stato fino all’avvento distruttivo del fascismo. Ma se anche nella seconda metà dell’Ottocento vigevano gli stessi ideali di speranza nell’uomo e nell’idea di libertà, per ricercarne le origini dobbiamo retrocedere ancora nel tempo. In questo percorso all’indietro troviamo tante rivoluzioni industriali, sociali e politiche. La forza nella speranza dell’uomo causava progressi tecnologici mai visti prima, l’idea di libertà spingeva le masse povere ad imbracciare i bastoni per rivoltarsi ai monarchi assoluti. E’ un vento, quello della libertà, che spira per tutto l’Ottocento, che arriva dal Settecento. E’ un vento fresco, nuovo, che spinge a credere nelle potenzialità dell’uomo. Questo è il nostro punto di arrivo, che è il punto di partenza da cui speranza e libertà si fondano nell’idea che l’uomo possa essere al centro del mondo, che possa con le proprie forze divenire giudice del proprio futuro. Nel Settecento, fu l’Illuminismo a concludere il Medioevo e aprire le porte dell’epoca moderna. Grazie a questo movimento di uomini e di idee si mise al centro dell’interesse l’uomo, nella sua totalità, ponendo sotto il vaglio della Ragione tutti gli aspetti della vita umana, religione compresa. Per la prima volta l’Uomo non aveva più scuse, scuse di un Dio che predestinava il suo futuro, che lo guidava lungo un percorso già scritto. La fine dell’età buia, in cui l’Uomo non aveva l’idea di se stesso, finisce quando si accende la luce dell’Illuminismo. Illuminismo appunto è illuminare l’Uomo con la luce della Ragione. La secolarizzazione che ne è seguita e che ha comportato la riappropriazione dell’uomo nel mondo, nel secolo appunto, con la crisi dei movimenti religiosi ha percorso i tempi con i venti di speranza e libertà cedendo il passo, solo in epoca contemporanea, alla globalizzazione. Quest’ultimo fenomeno, di massa come il precedente, ha causato l’uniformazione dell’Uomo ad uno standard preconfezionato spegnando la speranza e riducendo la libertà ad uno spazio sui social network. Ma i venti di speranza e libertà nell’Uomo continuano a spirare, mossi da un ideale che dal Settecento non si è mai sopito, solo che oggi piuttosto che continuare a cavalcarli si preferisce chiuderli fuori dalla finestra.</p>
<p style="text-align: justify;"> <b>Roberto Rossetti</b></p>
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		<title>Salvatore Riina dichiara guerra</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2016 05:17:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; E&#8217; tristemente manifesto che, durante la oramai centenaria lotta tra Stato e mafia, Cosa nostra ha sempre vinto perché la sua rivale non è mai stata in grado di guardare al di là del proprio naso o, ancora più&#8230; <a href="https://www.coffeeandhistory.com/?p=981" class="more-link">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2016/04/toto_riina1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-982" alt="toto_riina1" src="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2016/04/toto_riina1-300x205.jpg" width="300" height="205" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; tristemente manifesto che, durante la oramai centenaria lotta tra Stato e mafia, Cosa nostra ha sempre vinto perché la sua rivale non è mai stata in grado di guardare al di là del proprio naso o, ancora più scoraggiante, non abbia voluto farlo: proprio come in questi giorni di rivolta popolare contro il programma televisivo Porta a Porta, reo di aver invitato in studio il terzo genito di Salvatore Riina. Ancora una volta il vecchio leone chiuso in gabbia, da un quarto di secolo, ha attirato l’attenzione su di sé. Provando ad andare oltre l&#8217;emotività di sdegno (giustificato) contro l&#8217;iniziativa di Vespa, sarebbe interessante focalizzare il motivo per cui questo libro è stato scritto da Riina jr. Facciamo ordine. Nessun appartenente alla famiglia Riina avrebbe preso l&#8217;iniziativa, tanto meno la responsabilità, di scrivere un libro riferito al capo di Cosa nostra senza l&#8217;avvallo di quest&#8217;ultimo, Totò Riina. Secondo le “regole” dell’organizzazione mafiosa il capo, anche se in carcere, è sempre il Riina. In questi ultimi tempi sta accadendo un fatto nuovo: in carcere, durante l’ora d’aria, Riina parla con il suo compagno di cella, rivendicando stragi e modalità di esecuzione, vere e presunte. L’uomo che ha fatto del silenzio e dell’omertà uno dei pilastri della propria vita, ora è un fiume in piena: i racconti si susseguono in modo incessante. Soprattutto, Riina ordina, senza successo, la morte del/dei giudice/i che si occupano di condurre il processo Trattativa Stato-mafia. Ma i suoi ordini rimangono vani, fortunatamente. E&#8217; un Riina disorientato quello in carcere, che non riconosce più la sua Cosa nostra, quella degli anni &#8217;80 e &#8217;90, quella che quando si decideva un agguato &#8220;lo si faceva su, senza pensarci più&#8243; (cit. S. Riina), quella organizzazione che sapeva fare paura allo Stato e che, per certi versi, lo comandava e lo costringeva a scendere a patti. Oggi, la mafia, di fuori, è cambiata, è in fase di riorganizzazione: il latitante Matteo Messina Denaro, colui che con un gesto eclatante dovrebbe prendere in mano le redini dell’organizzazione, si guarda bene dal compiere attentati clamorosi per timore di una vera e propria azione dello Stato rivolta alla sua cattura (si prenda ad esempio la cattura di Riina dopo le stragi del 1992 di Capaci e via d&#8217;Amelio, a seguito del sommovimento popolare che invocava, pretendeva e urlava la cattura dello stragista, fatto che avvenne nel gennaio del 1993). La mafia sta provando a riorganizzarsi ripartendo dal basso, dai cosiddetti mandamenti, da quel ceppo duro che ha sempre garantito nella storia persone fedeli e “soldati” efferati: tuttavia, grazie all&#8217;azione coraggiosa dei magistrati palermitani, questa ricostruzione viene puntualmente azzerata, facendo sempre più “terra bruciata” intorno al Messina Denaro. Ancora. La Cosa nostra del nuovo millennio, sulla impostazione che ne aveva dato Bernardo Provenzano a fine anni novanta, è un’organizzazione che parla di economia, finanza, investimenti, società per azioni, dimenticando il linguaggio “Riiniano” di bombe, mitra, stragi, sangue, morti. La prima è una impostazione che permette ai malavitosi di operare in silenzio, mentre la seconda ha sempre causato una forte focalizzazione mediatica a seguito di stragi divenute oramai storiche. Tutto questo non può essere accettato dal capo dei capi, il quale non solo non riconosce più la “sua organizzazione”, ma neanche la società: negli anni&#8217;80 e &#8217;90, appunto, alla rabbia dei giorni immediatamente successivi ai delitti, ad esempio di Capaci e via d’Amelio, non faceva quasi mai seguito un&#8217;azione duratura di protesta popolare. Oggi, grazie alle numerose organizzazioni sparse sul territorio italiano e alla buona volontà di tanti cittadini, tutti ispirati agli insegnamenti di Falcone e Borsellino, la società scende in piazza come all&#8217;epoca, ma non solo, si pone essa stessa come garante, come scudo nei confronti di giudici, di magistrati, dei rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine, degli agenti di scorta. E&#8217; una società che, per certi versi, sostituisce lo Stato nella richiesta e pretesa di una eliminazione totale e duratura del fenomeno mafioso, anche se purtroppo non dispone, come lo Stato, dei mezzi per poter perpetrare tale azione. La partita continua allora il suo corso. Nonostante l&#8217;età, il carcere duro, il peso dell&#8217;anonimato di tanti anni, Salvatore Riina non ha perso la voglia di lottare e riprendere ciò che lui pretende: il suo ruolo di capo dell’organizzazione: tuttavia, il boss è cosciente del fatto che, se non può esserlo più lui, questo ruolo può e deve passare ad una persona fidata, dato che neanche chi è fuori lo segue più. Allora dal carcere Salvatore Riina pensa, mentre lo Stato, come cantava De Andrè, “…<i>si costerna, si indegna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità…”</i></p>
<p><i> </i><b>Roberto Rossetti</b></p>
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		<title>Cultura deviata: il problema dell&#8217;infibulazione</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2016 18:48:27 +0000</pubDate>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il 6 febbraio ricorre la giornata internazionale contro l’infibulazione, ovvero la mutilazione genitale femminile.<br />
Il termine infibulazione deriva dal latino <em>fibula</em>, spilla. Si tratta di una pratica che ha esclusivamente origini culturali e non religiose, anche se è per lo più diffusa nei paesi di fede islamica.<br />
L’infibulazione è praticata su bambine e ragazze in età adolescenziale, spesso senza alcun tipo di anestesia. L’operazione consiste nell’esportazione del clitoride, delle piccole labbra e parte delle grandi labbra, e termina con la cucitura della vulva; essa viene “scucita” soltanto al momento del matrimonio per permettere il rapporto sessuale e il conseguente parto. Dopo la nascita, la vulva viene ricucita.<br />
La storia di questa pratica è molto antica e avvolta nel mistero; nata probabilmente nell’antico Egitto, era praticata anche a Roma come misura per controllare la sessualità delle schiave. Erano e sono le donne a praticare l’infibulazione ad altre donne, si tratta in sostanza di una pratica che viene trasmessa da madre in figlia. Per lo più viene vissuta come una sorta di rito di iniziazione, e le madri, nonostante abbiano provato a loro volta il dolore fisico e psicologico che comporta tale operazione, desiderano che le proprie figlie vi siano sottoposte perché altrimenti non sarebbero accettate dalla società, in quanto sarebbero considerate degli essere “impuri”, impossibilitate a contrarre matrimonio.<br />
Nel mondo sono più di cento milioni le donne che subiscono questo trattamento, in più di quaranta paesi, e con punte che sfiorano il 100% della popolazione femminile in Egitto e in Somalia. Anche nelle grandi metropoli occidentali si registrano centinaia di migliaia di donne infibulate, e nella sola Italia sono più di quarantamila.<br />
Nemmeno i sostenitori del multiculturalismo possono restare indifferenti a questa usanza e tradizione così poco giustificabile, il cui significato è sinonimo solo alla perdita della propria individualità e dei propri diritti fondamentali, oltre che a innumerevoli rinunce e sofferenze.</p>
<p><strong>Maria</strong></p>
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		<title>Quando a nascere è un campione</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 19:35:25 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: justify;">Cristiano Ronaldo Dos Santos Aveiro, meglio noto come Cristiano Ronaldo, è un calciatore portoghese nato il 5 febbraio 1985, in una famiglia povera, a Funchal, in Portogallo.<br />
A soli sette anni, Ronaldo è notato da alcuni osservatori dell&#8217;Andorinha, quella che sarà poi la sua prima squadra. Nel 1995, Ronaldo si trasferisce al Nacional, ma due anni più tardi approda allo Sporting Clube de Portugal in cambio di 12.000 euro diventando, così, il ragazzino più pagato di tutto il paese. Il 13 agosto 2003 Ronaldo si trasferisce al Manchester United. Cristiano, esordisce con i Red Devils il 16 agosto 2003, subentrando al sessantesimo minuto. L&#8217;11 giugno 2009, Ronaldo si trasferisce nuovamente al Real Madrid, pagato circa 94 milioni di euro. Il 29 agosto 2009, CR7 debutta con il Real segnando anche il suo primo gol su calcio di rigore. Nella stagione 2010-2011, avviene il cambio di panchina, dove arriva Mourinho che nella stagione vince la sua prima Coppa del Rey, grazie a Ronaldo, che al 103&#8242;, segna il gol decisivo. Nella stagione 2011-2012, inoltre, il Real vince la Liga. Possiamo ancora ricordare che il 4 novembre del 2011, Ronaldo vince la sua seconda Scarpa d&#8217;Oro. La stagione 2013-2014 è stata un&#8217;annata straordinaria, sia per il Real che per Ronaldo. Il Real Madrid vince la sua decima Champions League battendo 4-1 l&#8217;Atletico Madrid in finale; Ronaldo, invece, vince il suo terzo Pallone d&#8217;Oro. Possiamo inoltre ricordare che nella stagione 2014-2015 Ronaldo vince la sua quarta Scarpa d&#8217;Oro superando, così, Lionel Messi. Infine, pochi giorni fa, Ronaldo segna nuovamente una tripletta contro l&#8217;Espanyol (la partita si è conclusa, poi, per 6 reti a 0 in favore del Real Madrid).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Davide Aimar (11 anni)</strong></p>
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		<title>Il 2015 sportivo in 10 tappe</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2016 19:28:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco un modo per ricordare tutti gli avvenimenti sportivi successi nel 2015! Cominciamo con la premiazione del Pallone D&#8217;Oro, vinto da Cristiano Ronaldo (giocatore del Real Madrid), l&#8217;11 gennaio a Zurigo. L&#8217;8 febbraio, invece, la Costa d&#8217;Avorio vince la Coppa&#8230; <a href="https://www.coffeeandhistory.com/?p=808" class="more-link">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2016/01/6d6daacc-0a9b-41b5-8a57-c2b86ade6a34.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-809" alt="6d6daacc-0a9b-41b5-8a57-c2b86ade6a34" src="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2016/01/6d6daacc-0a9b-41b5-8a57-c2b86ade6a34-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco un modo per ricordare tutti gli avvenimenti sportivi successi nel 2015!<br />
Cominciamo con la premiazione del Pallone D&#8217;Oro, vinto da Cristiano Ronaldo (giocatore del Real Madrid), l&#8217;11 gennaio a Zurigo.<br />
L&#8217;8 febbraio, invece, la Costa d&#8217;Avorio vince la Coppa d&#8217;Africa.<br />
Il 26 febbraio il Toro espugna l&#8217;Athletic Bilbao al Sán Mames vincendo 3-2: con questa vittoria, il Toro, è l&#8217;unica squadra ad aver vinto nello storico stadio.<br />
Sempre a febbraio si svolgono i mondiali di sci, iniziati negli U.S.A. e continuati a Falun, in Svezia.<br />
Il 5 maggio la Juve festeggia lo scudetto per la quarta volta di seguito. Restando sempre in tema di calcio, la notte del 6 giugno il Barcellona vince la sua quinta Champions League battendo la stessa Juventus per 3 reti a 1.<br />
Dal 24 luglio al 5 agosto nelle vasche di Kazan, in Russia, si disputano i mondiali di nuoto.<br />
Il 12 settembre si gioca la finale degli U.S. Open di tennis femminile, vinta da Flavia Pennetta contro la Vinci: dopo quella partita la Pennetta si ritira dalla carriera agonistica.<br />
Dal 5 al 20 settembre si giocano i campionati europei di pallacanestro maschile, vinti dalla Spagna.<br />
Nel Regno Unito, dal 18 settembre al 21 ottobre si svolgono i mondiali di rugby che vedono come vincitore la squadra irlandese.<br />
Chiudiamo l&#8217;anno il 20 dicembre, con il Mondiale di calcio per Club che vede come vincitore il Barcellona che si impone 3-0 sul River Plate.<br />
Spero per tutti che questo 2016 sia un anno di felicità e fortuna!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Davide Aimar (11 anni)</strong></p>
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		<title>Il 24 dicembre 1223 nasceva il Presepe</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2015 08:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coffeeandhistory</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Oggi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Il 24 dicembre 1223 nasceva a Greccio il presepe vivente, per volontà di San Francesco d’Assisi: fu la prima rappresentazione storica della natività di Gesù. Da questo evento nacque la rappresentazione del presepe, tradizione che dura fino ad oggi.&#8230; <a href="https://www.coffeeandhistory.com/?p=770" class="more-link">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2015/12/san-francesco-02.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-771" alt="san-francesco-02" src="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2015/12/san-francesco-02-300x219.jpg" width="300" height="219" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il 24 dicembre 1223 nasceva a Greccio il presepe vivente, per volontà di San Francesco d’Assisi: fu la prima rappresentazione storica della natività di Gesù. Da questo evento nacque la rappresentazione del presepe, tradizione che dura fino ad oggi. Francesco sentiva fortemente il bisogno di poter visitare i luoghi “sacri” della Terra Santa, Gerusalemme fra tutti. In realtà, questa esigenza si colloca nell’interesse europeo di riappropriazione di quei territori che hanno raccontato la storia delle origine cristiane, prima nel Vecchio e poi nel Nuovo Testamento. Proprio in quegli anni, tra il 1217 e il 1220 si svolse la Quinta Crociata, indetta da Papa Onorio III che coinvolse numerosi eserciti europei ed ebbe come scenario proprio la Palestina. Tuttavia, a causa di dissidi interni tra i crociati, la campagna militare si rivelò un fallimento e la presa di Gerusalemme rimase solo un sogno irrealizzato. Il XIII secolo si colloca in piena età medievale, in un’epoca che vede la nascita dei movimenti mendicanti, tra i quali francescani e domenicani, il cosiddetto “terzo ordine”; essi si frappongono tra l’ordine clericale e l’ordine monastico, portando in giro per l’Europa ideali di povertà e mendicità, necessari per una vera vita cristiana. In questo solco si pone soprattutto l’attività del “poverello di Assisi”. Uno dei modi più suggestivi ed efficaci per questi portatori di ideali era non solo quello di predicare nelle piazze europee, ma di rappresentare tramite immagini quella che era la cristianità. Quale modo migliore allora di rappresentare la natività di Gesù, di rivivere “dal vivo” l’evento fondante della cristianità.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Staff di Coffee and History coglie l&#8217;occasione per porgere a tutti voi i nostri migliori auguri di buone feste!</p>
<p style="text-align: justify;"> <b>Roberto</b></p>
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		<title>Misericordiae Vultus</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 13:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coffeeandhistory</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2015/12/papa-porta-santa-535x300.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-medium wp-image-759" alt="papa-porta-santa-535x300" src="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2015/12/papa-porta-santa-535x300-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il Giubileo della Misericordia si è aperto l&#8217;8 dicembre 2015, il giorno della festa cristiana dell&#8217;Immacolata Concezione. Papa Francesco lo ha dichiarato apertamente: questo Giubileo straordinario avrà come centro l&#8217;Uomo e si dovrà reggere su due pilastri: la Grazia e la Misericordia. La straordinarietà dell&#8217;evento si pone nel solco della difficile situazione dell&#8217;uomo nel mondo: povertà, dolore e sofferenza opprimono oltre un miliardo di persone. Nella celebrazione di ieri, Bergoglio ha ricordato il primato della Grazia e soprattutto come essa ha &#8220;avvolto la Vergine Maria, rendendola degna di diventare la madre di Cristo&#8221;. Ancora una volta, come accaduto già in passato con Papa Giovanni Paolo II, a Maria viene attribuito un ruolo fondamentale: non solo quello di madre di Cristo, ma di tramite tra Dio e l&#8217;Uomo. La festa dell&#8217;Immacolata Concezione è il giorno in cui è possibile unire la Grazia e Maria: la pienezza e la grandezza dell&#8217;amore di Dio, che è in grado di trasformare i cuori degli uomini. Attraverso la Grazia e l&#8217;amore di Dio tutto si trasforma: l&#8217;inizio della storia dell&#8217;uomo che nasce nel peccato si trasforma in amore che salvifica. Tutto questo è possibile perché Dio non è più immobile in attesa di essere cercato dall&#8217;uomo, ma esso previene, anticipa e salva l&#8217;Uomo. L&#8217;incontro tra Dio e Uomo avviene, simbolicamente e spiritualmente, attraverso il passaggio della porta santa. Secondo Papa Francesco &#8220;attraversare la porta santa significa scoprire la profondità della Misericordia del Padre&#8221;. Ecco il secondo pilastro. Ancora Bergoglio si rivolge all&#8217;uomo dicendo che è &#8220;necessario anteporre la Misericordia al giudizio, riscoprire quei sentimenti genuini di amore e tenerezza&#8221;. E&#8217; nella Misericordia e per la Misericordia che l&#8217;uomo può ritrovare se stesso e vivere per se stesso, in comunità con i fratelli: per fare ciò è necessario ritornare alle origini, alla semplicità di una cristianità vissuta in povertà, non dimenticandosi che là dove c&#8217;è l&#8217;uomo c&#8217;è anche la Chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Rossetti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nino Di Matteo, un giudice senza Stato</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2015 14:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coffeeandhistory</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Antonino Di Matteo è un magistrato siciliano il quale, presso il palazzo di giustizia di Palermo, indaga sugli avvenimenti stragistici di inizio anni novanta, da Capaci a Via d’Amelio, che hanno sprofondato l’Italia in un clima di terrore e desolazione.&#8230; <a href="https://www.coffeeandhistory.com/?p=747" class="more-link">Continue Reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2015/12/images.jpg"><img class="size-full wp-image-748 aligncenter" alt="images" src="http://www.coffeeandhistory.com/wp-content/uploads/2015/12/images.jpg" width="275" height="183" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Antonino Di Matteo è un magistrato siciliano il quale, presso il palazzo di giustizia di Palermo, indaga sugli avvenimenti stragistici di inizio anni novanta, da Capaci a Via d’Amelio, che hanno sprofondato l’Italia in un clima di terrore e desolazione. Attualmente sta conducendo, come pubblico ministero, anche un processo denominato giornalisticamente “trattativa Stato-mafia” a carico di quei membri delle istituzioni che, proprio ad inizio anni novanta, hanno cercato di instaurare una trattativa con l’organizzazione mafiosa siciliana Cosa nostra. A seguito dei risultati raggiunti e delle scoperte giudiziarie che stanno portando alla luce date, avvenimenti e nomi di questi personaggi, appartenenti allo Stato e a Cosa nostra, il magistrato è stato dichiarato in pericolo di vita. La minaccia, o meglio la condanna a morte di Nino Di Matteo, è stata decretata dal boss Salvatore Riina nel novembre del 2013 dal carcere di Opera, dove è attualmente detenuto e sottoposto al regime carcerario del 41 bis. Le dichiarazioni del capo di Cosa nostra hanno causato un intensificarsi del sistema di protezione intorno al magistrato, limitando ulteriormente la sua libertà di cittadino. L’allarme ha raggiunto il livello massimo quando un pentito ha successivamente dichiarato che il tritolo era già arrivato a Palermo, 200Kg. Non solo, il pentito ha confessato i due piani per uccidere Di Matteo: detonazione di esplosivo, quale appunto il tritolo, tramite (forse) l’ausilio di un’autobomba; il piano bis, agguato tramite l’utilizzo di armi pesanti. Lo Stato, ad oggi, non ha saputo garantire una sicurezza tale al magistrato da potergli garantire piena libertà di spostamento e di operatività in merito alla sua azione giudiziaria. È un isolamento istituzionale al quale prima di lui altri magistrati e uomini dello Stato sono stati sottoposti. Come non ricordare la figura di Giovanni Falcone, un uomo professionalmente sempre sconfitto: bocciato nel 1984 come successore di Rocco Chinnici, bocciato nel 1988 come successore di Antonino Caponnetto, bocciato nel tentativo di accedere al CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), e sarebbe stato bocciato anche alla Super procura se, pochi giorni prima, in quel 23 maggio non fosse stato ucciso nella tragica strage di Capaci. La situazione paradossale alla quale oggi si assiste è che risultano essere gli stessi cittadini che scortano il magistrato: durante gli eventi, le manifestazioni, durante la sua attività quotidiana. Sono i semplici cittadini a permettere ad un magistrato di svolgere il proprio dovere di tutela dei cittadini e di garantirne l’uguaglianza di fronte alla legge. Ancora, l’aver chiamato a deporre alti membri, o ex membri, delle istituzioni ha generato una sorta di fastidio nei confronti dell’azione del giudice, dimostrando purtroppo che la legge ancora una volta non è uguale per tutti e che ad essa, in taluni casi, ci si può sottrarre. Nonostante questo difficile clima nel quale si trova ad operare, Nino Di Matteo prosegue la sua azione alla ricerca della verità, percorrendo quel percorso iniziato da Falcone e Borsellino, i quali a costo della loro vita hanno indicato la via della legalità, della giustizia e del senso civico, la via del fare il proprio dovere, senza scendere mai ad indicibili accordi, rifiutando ogni compromesso e vivendo nel rispetto delle leggi e dello Stato. Il cammino che Di Matteo sta percorrendo è difficile e insidioso, ma al suo fianco camminano tanti onesti cittadini perché ricordando cosa diceva Giovanni Falcone: “…si possono uccidere gli uomini, ma non le loro idee e le loro tensioni morali, perché queste continueranno a camminare sulle gambe di altre persone…”. Oggi queste idee camminano sulle gambe di Nino Di Matteo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Roberto Rossetti</b></p>
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